📽️ Keeper
Horror, Mistero
di Osgood Perkins; con Tatiana Maslany, Rossif Sutherland, Birkett Turton, Eden Weiss
Horror, Mistero
di Osgood Perkins; con Tatiana Maslany, Rossif Sutherland, Birkett Turton, Eden Weiss
Si tratta di uno spunto di riflessione interessante, che aleggia per diversi minuti, specialmente in relazione al finale […] Parlando del film in sĂ©, seppur ambizioso nella messa in scena, risulta pesante e poco lucido nel proporre certe scene […] Keeper ha tutti gli strumenti necessari per essere considerato un horror decente, ma non li sfrutta a dovere.
Horror non facilmente incasellabile, Keeper – L’eletta è la conferma che Osgood Perkins, al suo meglio, tenta sempre strade nuove […] Peccato che alla fine cerchi un po’ troppo la quadratura del cerchio, disperdendo parte dell’energia e del caos generati fino a quel momento […] Eppure Perkins non cavalca l’onda, non cerca il contrafforte ideologico, rimane con la macchina da presa ben piantata nel genere, seppure nella sua versione psicologica–psicotica, alla Polanski.
Perkins gioca con la macchina da presa inquadrando Liz spesso da dietro i muri e le porte, in agguato alle sue spalle, assumendo il punto di vista della casa […] La sceneggiatura di Nick Lepard però pecca di ritmo, con una prima parte estremamente dilatata בי un finale che risulta troppo striminzito […] Nonostante i suoi difetti, Keeper è un film perfettamente curato in ogni suo aspetto e dotato di elementi folk e stregoneschi davvero interessanti.
Perkins dimostra ancora una volta di essere un autore con una voce riconoscibile nell’horror contemporaneo […] Tatiana Maslany interpreta Liz con sobrietĂ e naturalezza, Marino, evitando l’archetipo dell’eroina isterica o passiva […] Keeper è un film interessante, ben costruito e d’atmosfera che lascia un’impressione solida.
Un horror ambizioso e stratificato che guarda ai maestri del perturbante, ma resta sospeso tra fascinazione e manierismo […] Promette inquietudine, senza però riuscire ad affondare il colpo […] Sulla carta sarebbe potuto essere tutto; sullo schermo si è rivelato invece tristemente nullo.
Oz Perkins costruisce un horror rarefatto, fatto di silenzi, spazi vuoti e attese […] Il progetto, nel complesso, è efficace. L’atmosfera è solida e la costruzione della tensione dimostra una notevole consapevolezza formale […] il finale, tanto atteso quanto liberatorio, è la prova di un autore che sa esattamente quando lasciare parlare i propri demoni.
Perkins riesce a trattare determinati argomenti, sfuggendo di gran classe alle trappole, realizzando in primis un horror capace di paralizzare lo spettatore, mettere i brividi e suggestionare.” […] “Una serie di brevi clip si susseguono. Ognuna destinata a catturare - chirurgicamente e - in pochissimi secondi l’innamoramento, il sospetto e, infine, il terrore di una donna diversa, contestualizzata in altrettante epoche distanti.” […] “Keeper è uno di quei casi rari in cui l’intento è ben orchestrato e confezionato.
Il risultato è imperfetto ma comunque interessante, soprattutto per chi segue con attenzione l’evoluzione di questo nuovo cinema del terrore […] L’orrore non è quasi mai esplicito: si insinua lentamente, si accumula scena dopo scena, cercando di entrare sottopelle allo spettatore […] Il principale limite di Keeper riguarda però la scrittura.
PiĂą contenuta nelle ambizioni e con un’interessante intuizione di fondo, che tuttavia fa molta fatica ad uscire fuori da un’eccessiva presunzione […] Intrigante nelle intenzioni, povero nella resa […] Azzecca il finale, una decina di minuti in cui per la prima volta nella sua ora e mezza riesce a conciliare bene il suo immaginario senza fronzoli al corso narrativo.
Un altro notevolissimo horror diretto dall’americano, che in qualche modo rappresenta l’altra faccia di Together […] Il sentimento che domina in Keeper, prima ancora che subentrino l’inquietudine, o la paura, è il disagio […] Keeper si può considerare a tutti gli effetti un folk horror, ma Leaf stretto contatto con il mondo
Non che ce ne fosse bisogno, ma con Keeper – L’Eletta abbiamo l’ennesima conferma dell’abilitĂ di Oz Perkins nell’horror […] Perkins regalarci momenti di altissima regia, segnando definitivamente la sua cifra stilistica, la sua marca autoriale […] Keeper – L’Eletta fa davvero tanta paura, un horror che regala momenti di puro terrore d’altri tempi, che raramente si vedono oggi.
ancora una volta, una piccola perla del suo genere […] il figlio del celebre attore interprete di Norman Bates in Psycho, è sempre un regista eccezionale nel raccontare, nel mostrare e nel depistare lo spettatore […] Oz Perkins ha fatto centro di nuovo e, grazie a lui e ad altri pochi registi, il genere horror contemporaneo è salvo.
Keeper di Osgood Perkins è a parere di chi scrive l’horror migliore visto finora quest’anno […] La capacitĂ di Perkins di oggettivizzare l’intangibile, di allegorizzare […] Keeper è un film da sala, non da piattaforma, un ritorno all’horror non materico, a un cinema dell’evocazione, del suggerito, del non-detto.
Perkins riesce ad infondere Keeper – L’eletta di linfa vitale cinematografica dalla prima all’ultima scena […] il miglior film di Osgood Perkins e il miglior horror degli ultimi mesi […] un film stratificato, personale e robusto.
Diciamolo senza troppi giri di parole: Keeper è molto fumo e pochissimo arrosto. […] La regia è formalmente curata: bella fotografia, inquadrature studiate, ritmo lento ma controllato. […] Se Keeper non crolla del tutto, il merito è di Tatiana Maslany.
Perkins riesce a essere perfettamente realistico e assurdo, superando il semplice sogno lucido che pervade il cinema horror […] rendendo l’intero film sospeso. Reale, non reale, fantasmi, essere sempiterni e pura e semplice misoginia […] In un genere in cui il sesso femminile è visto attraverso schematiche caratteristiche, Keeper sembra chiedersi: l’omogeneitĂ non sta negli occhi di chi le guarda e di chi le uccide?
le cose non tornano, in Keeper, ma è proprio qui che si aprono squarci peculiari e spiazzanti […] Oz Perkins’s ability to construct horror—here raised to the nth power—without asking too many questions […] Le risposte non ci sono e forse non servono.